La camera 23 PDF Stampa E-mail

camera 23

Entro in camera. Metto in carica l’iPhone, accendo il macbook, attivo l’hotspot, mi collego a internet, accendo il decoder e mi sintonizzo su Al Jazeera. Su twitter scorrono le news relative all’hashtag #guerratotale. Facebook negli ultimi mesi, con il precipitare degli eventi, si è rivelato inutile.

Devo muovermi veloce se voglio restare connesso e comunicare con i miei. Ma devo essere così rapido da non essere mai dove credono di trovarmi. Sto parlando di loro, la Grande Finanza Unificata, l’organizzazione a delinquere che ha preso in ostaggio il pianeta.

Il mio iPhone, come quello di chiunque altro, è una spia. Utilizzano la batteria al lithium per controllare i tuoi movimenti, conoscono gli spostamenti di chiunque. Inoltre hanno un maleware che si insinua nel sistema operativo del tuo smartphone per trasformarlo in una cimice, qualunque parola dici arriva direttamente alle orecchie di Colui che Ascolta Tutto.

La resistenza è diffusa e multiforme ma siamo pochi e, per la superficialità che ha contraddistinto le generazioni negli anni passati, siamo ora costretti ad usare gli strumenti del potere per comunicare. Li manipoliamo, li modifichiamo, li cavalchiamo e li rovesciamo, ma sempre schiavi restiamo.

La mia missione consiste nel sopravvivere e sopravvivo spostandomi rapido. La Grande Finanza Unificata ha deciso di sopprimere la parte irriducibile dell’umanità, così noi resistenti ci muoviamo veloci come formiche impazzite per non farci prendere e garantire un futuro possibile a chi vorrà ancora nascere.

Utilizzando una rete di canali radio a bassa frequenza ci siamo dati appuntamento in mare. E’ stato chiaro fin dall’inizio dei Grandi Scontri, che l’unica zona franca restava l’oceano, con le sue immensità e i suoi abissi e la vasta possibilità di movimento libero da ricatti energetici.

Così sopravvivo mentre mi muovo veloce tra le città cercando di arrivare al porto dove imbarcarmi per raggiungere la Fidelia, la nave pirata di creature simili che mi aspetta.

Sono un maschio giovane e c’è bisogno di tutti a bordo della flottiglia resistente. Ho cuore, fegato e cervello e se riesco a sopravvivere alle Metropoli Infamate questo pianeta avrà qualche possibilità in più di continuare a esistere.

Ti ho già raccontato troppo. Ora devo ricaricarmi prima di abbandonare la stanza all’alba. Montami sopra, soddisfa le mie necessità virili e nutri il mio ego con la tua sensualità di femmina. Poi collega il doppino telefonico alla presa che ho nell’osso sacro:  mi devo ricaricare nottetempo.

Sbrigati a fare ciò che devi, hai ancora poche ore prima che arrivi il mattino, sai che quando lascerò questa stanza tu verrai terminata. Niente di personale ma non posso lasciare tracce, non è una mia scelta, ogni guerra ha le sue leggi.