Candida TV, la TV elettrodomestica PDF Stampa E-mail

Nel 1999 Agnese co-fonda la piccola CandidaTV con lo scopo di infiltrare il mainstream televisivo e creare nuove visioni, questo testo del 1999 spiega la nascita della creatura.
www.candidatv.tv

Candida TV nasce a Roma dall'incontro di diverse realtà: cinema underground, anarchia visuale, feste rave, teatro di strada, radio indipendenti, telematica sovversiva (BBS), riviste di controcultura pop ed editoria indipendente. Tutte realtà che hanno attraversato gli anni '90 romani. Candida è composto da un nucleo di almeno 12 persone, che fondono esperienza dei Centri Sociali e competenze nel campo del cinema e della produzione video. L'esperienza di O.F.F. (Overdose Fiction Festival) che ha avuto luogo al Forte Prenestino (centro sociale occupato romano) per tre anni consecutivi a partire dal 1997, è stata catalizzatrice nella formazione del gruppo. Durante la tre giorni del festival abbiamo creato negli spazi del centro sociale una televisione a circuito chiuso, disseminando corridoi e stanze di televisori collegati via cavo antenna. OFFlineTV (così si chiamava la televisione) aveva un suo palinsesto trasmesso dalla regia centrale: una traballante ed elettrodomestica architettura di videoregistratori e monitor sulla quale ognuno poteva mettere le sue sporche mani, ma soprattutto, attaccare la propria telecamera per mandare immagini catturate altrove.
Con O.F.F. abbandonavamo l'idea del video come esclusivo strumento di documentazione della realtà per sguinzagliare l'immaginazione negli spazi inesplorati delle allucinazioni "alternative" alla realtà consensuale di massa. Mentre la documentazione aspira ad essere una fedele riproduzione della realtà, noi crediamo che non sia possibile rappresentare la realtà senza modificarla, e così ci siamo avvicinati a quella che definiamo "reality fiction" - la presentazione di altre possibili realtà - esattamente come accade nel genere fantascientifico, dove a partire da dati o contesti "reali" si costruiscono altri mondi possibili. Durante l'organizzazione del festival invitammo tutti i videomaker, e non solo, ad inviare "storie suburbane" per raccogliere visioni narrative della realtà nell'ambiente urbano. Volevamo dare un chance all'immaginario urbano affinché fuoriuscisse dall'oscurità e divenisse visibile su grande schermo, una chance per narrare storie non dette, per creare "altre allucinazioni" fuori dai paradigmi culturali dominanti.
Arricchiti dall'esperienza di OFFlineTV (la cui regia elettrodomestica ricalcava inoltre quella consolle video che una parte di noi già costruiva in occasione di feste rave per fare live-set video), e stimolati dall'offerta di un'emittente locale romana che ci propone di mandare in onda il palinsesto di OFFlineTV, nell'estate del 1999 riconosciamo di aver maturato la giusta esperienza per intraprendere la costruzione di un nuovo canale televisivo. Una televisione comunitaria, una televisione che possa entrare nelle case di tutti gli italiani e distruggere il mainstream della simulazione. Andammo in onda sull'emittente locale romana per nove settimane dal Dicembre 1999 al Febbraio 2000 con uno show settimanale di un'ora in prima serata. Il nostro intento era quello di fare Pop Riot, il nostro slogan era "Vuoi il Pop? ecco il Pop!". Avevamo elaborato il tipico show contenitore con musica, notizie, temi culturali e intrattenimento, stimolavamo lo spettatore a fare la propria televisione, a mandarci contributi video e a fare di un canale comunitario, e dunque di una televisione autogestita, un'esigenza insopprimibile. Avevamo una visione della tecnologia televisiva ispirata all'etica hacker: la televisione può essere fatta da tutti, ognuno può metterci le mani sopra. I temi del nostro show, spregiudicatamente generalista, spaziavano dunque dalla musica (con interviste a dj's di etichette indipendenti); calcio, con una rubrica surreale dal titolo "Rovesciate" il cui scopo (sempre in linea con l'etica di Candida) era quello "di ribaltare lo sport più bello del mondo, rendere orizzontali gerarchie noiose e prepotenti" perché "il calcio appartiene al tifoso, il calcio esiste in un mondo che gli è costruito attorno, fatto di tattiche popolari e di tanti allenatori senza patentino, di folli tifosi, prigionieri di una fede, di ironie da bar, da vere gioie e veri dolori, veramente collettivi!"; cinema indipendente (con una selezione di cortometraggi dei tre anni di O.F.F.), poesia, attualità. Avevamo inoltre una rubrica che si occupava del carcere e delle condizioni di vita di chi vive privato della propria libertà. Famiglie e amici dei carcerati e delle carcerate potevano lasciare i loro video-saluti, usando la televisione come uno strumento per lanciare messaggi ai detenuti e alle detenute. Un'altra sezione era dedicata ai misfatti del Giubileo (era l'anno 2000) con la rubrica "Giubineon, le luci del Giubileo" che tra le altre cose ospitava il "Comitato per la beatificazione di Antonin Artaud".
Infiltrare un mass-media come la televisione per noi significava (e significa ancora) immettere nuovi significati nel flusso televisivo che penetra in tutte le case, non verità finali o "vere informazioni", ma semi di consapevolezza. "La serra in cui il consenso si sviluppa in maniera accelerata è la casa: la casa è il luogo di abbassamento delle difese immunitarie, il punto su cui convergono con maggior intensità le linee del controllo. La famiglia e la televisione sono gli elementi fondanti di questo dispositivo a cui candida vuole trovare un nuovo tipo di funzionamento. Dirottare le traiettorie del consumo televisivo." Spostare il fuoco dell'attenzione dai meccanismi di fruizione a quelli di produzione dei media. Volevamo scoprire la mistificazione mediatica della realtà, esasperando la forma degli show televisivi per trascinarli lungo la linea dell'assurdo. Creavamo un "disturbo bianco" che si andava ad assommare al sovraccarico di informazioni mediatiche.
Cresciuti negli anni '80, con una televisione come baby sitter, dovevamo in qualche modo rivomitare quel flusso di immagini che, dal tubo catodico come biberon, aveva nutrito per anni la nostra mente in crescita. Una manifestazione chiara di questo rigurgito del sovraccarico di dati era il momento del live-set Video. A partire dalla fine degli anni '90 costruivamo la regia elettrodomestica in capannoni industriali abbandonati in occasione di feste rave, organizzavamo video-live-set con proiezioni improvvisate per trascorrere la notte in preda al flusso visuale, come fosse lo stesso serpente del caos che vivo e vegeto dispiegava le sue spire davanti ai nostri occhi. In certi momenti era possibile cogliere un ordine e dei nuovi sensi in questo sovraccarico informativo. Questa attitudine verso l'immagine la riportavamo pienamente nel nostro metodo di fare televisione, che risultava barocco e convulso ancora più di quanto fossero i reali show del sabato sera.
Questa anima visionaria di Candida è cresciuta insieme con un'altra anima che ancora crede nella possibilità di un informazione chiara e sincera che sia voce delle molteplicità e non di pochi. E’ così che specialmente nel 2001 e 2002 il nostro cammino professionale si è svolto anche in simbiosi con Indymedia (che nasce, guarda caso, nel novembre del 1999 a ridosso della nostra prima messa in onda).
Nel corso del 2001, dopo nove puntate, abbandonata a malincuore la messa in onda visto il grande sforzo che per tutti noi (circa 15 persone) significava produrre uno show di un'ora settimanale a costo zero, abbiamo creato una raccolta di spot antiproibizionisti (brevi video ironici che raccontano le miserie del proibizionismo), abbiamo lavorato sullo streaming per la rete e abbiamo organizzato eventi per proiettare le nostre produzioni, non solo in Italia ma in tutto il mondo.
Nel Luglio 2001 la nostra collaborazione con Indymedia ci ha portato ai terribili giorni di Genova. In quell’occasione abbiamo prodotto un cortometraggio dal titolo "SuperVideo>>>G8". SuperVideo, il nostro eroe della comunicazione indipendente, nasce qualche mese prima i giorni del G8 a Genova. Lo consideriamo una sintesi della nostra anima performativa e visionaria e della nostra necessità di comunicare ciò che viviamo e di condividere ciò che vediamo.
La nostra volontà di infiltrare il media-mainstream cammina mano nella mano con la necessità di creare un network di informazione dal basso che garantisca a tutti l'accesso alle tecnologie. Durante gli ultimi due anni a Roma abbiamo organizzato workshop per insegnare ai ragazzi e alle ragazze di aree periferiche della città come usare telecamere e strumenti di montaggio, per fare "la loro propria televisione". Abbiamo chiamato l'esperienza "La Televisione di Quartiere": una Piccola Sorella che possa raggiungere posti dove il Grande Fratello non può entrare, perché troppo grosso per farlo. Vogliamo veder crescere mille e mille piccole sorelle in giro per il mondo. Piccole Sorelle che possano condividere visioni della realtà, dare voce a chi ha qualcosa da dire e che disseminate ovunque diffondano e facciano crescere germogli di libertà.

Manifesto dichiarazione di Candida TV

Candida nasce dal sangue malato della razza umana. Emerge da un fertile background di techno-disordine. Cresce in un network comunitario di fuorilegge nella culla della necrotica cultura europea, vive ai confini dell'ordine sociale e cammina sulla lama del rasoio della stabilità mentale. La realtà dello schermo è un livello di realtà che pretende di essere l'unico mondo possibile (il migliore dei mondi possibili!), si materializza attraverso le seduttive parole di bambolotti di plastica. Candida dichiara che questo è il giusto momento per cominciare ad occupare la realtà dello schermo. Lei si muove con il suo network come uno sciame. Lo sciame dice: la nostra strategia è infiltrare la cultura POP come un tessuto necrotico dall'interno. All'inizio degli anni '80 il "Sanz Patiente Kollective", uno dei primi gruppi della cultura post-industriale in Europa, declama la propria

STRATEGIA POST-INDUSTRIALE o LA CATTEDRALE DELLA MORTE:

La Strategia non è dialettica:
liberazione contro controllo
inconscio contro conscio
deviante contro normale
sesso contro castità.
La Strategia è catastrofica:
portare la situazione al limite.
La Strategia è simbolica:
usare contro il sistema i suoi stessi intollerabili segni.
La Strategia è anonima:
non vogliamo essere categorizzati come un'altra stella deviante.

NOI SIAMO LA NORMA
NOI SIAMO IL CREPUSCOLO

"Telecamere ci controllano, Telecamere ci controllano, Telecamere ci controllano" cantavano istericamente i Magazzini Criminali (compagnia teatrale bolognese) negli anni '80 durante il loro spettacolo "Crollo Nervoso". Telecamere ci controllano, è vero, ma alle soglie del nuovo millennio invece di urlarlo istericamente decidiamo di prendere in mano queste telecamere.

Candida dice: La televisione è un'arma. La realtà dello schermo deve essere occupata. Nel 2000 a Roma abbiamo intrapreso l'esperienze di "Candida, la prima televisione elettrodomestica". Abbiamo l'arma nelle nostre mani ma attenzione! tutti i nostri giochi sono giocati con munizioni vere! Potresti sparare al vuoto... Se esiste un Grande Fratello Candida è la Piccola Sorella, la prima televisione Elettrodomestica.

Lasciate che vi spieghi il significato di questa parola: Candida significa Candida, come il Candido di Voltaire per il quale viviamo nel migliore dei mondi possibili. Non è forse questo che la cultura POP cerca di dirci mentre tutti i giorni ci depriva dei nostri corpi?

Candida ha un rapporto immediato con il media. Accade nel momento dell'esperienza; dalla televisione per tutti alla televisione di tutti.

Candida è la prima televisione elettrodomestica perché il suo scopo è di superare la separazione tra produttore e consumatore: la televisione può essere fatta da tutti, interrompi il flusso televisivo che entra nella tua casa, usa il televisore come un monitor e la telecamera come un occhio.

"FAI LA TUA TELEVISIONE" - per dubitare dell'autorità e promuovere il decentramento dell'informazione. La realtà dello schermo deve essere occupata, Candida vuole essere trasmessa nei canali ufficiali perché questi sono ancora il flusso principale nell'inconscio collettivo. Stiamo invadendo quel pulpito dal quale ognuno, ogni giorno, riceve la predica per scaricare ondate di vetriolo nelle case di tutti gli italiani; sappiamo che niente è vero e tutto è possibile - siamo nipotini bastardi di zio Dostoyevski e zio Bill Burroughs. Nel felice girotondo mediatico, come ci dice Guy Debord, ciò che pretende di essere vero è falso e ciò che è falso è vero.

Siamo pronti a fare il nostro gioco. Candida è uno sciame nomadico di cavallette del senso. Nessuno nome verrà cambiato per proteggere gli innocenti, siamo sempre e comunque tutti colpevoli.


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